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I modelli di organizzazione e di gestione in materia di sicurezza sul lavoro: caratteristiche e vantaggi

07 Maggio 2019
Il Decreto Legislativo 231/2001 ha introdotto il concetto di responsabilità amministrativa delle imprese per i reati commessi da amministratori, manager o dipendenti, collegandovi pesanti sanzioni pecuniarie o interdittive; in pratica, si prevede l'attribuzione di alcuni tipi di reati non più solo alle persone fisiche che hanno commesso l'illecito, ma anche e soprattutto alle persone giuridiche quali ad esempio le società per cui questi lavorano. Tra i possibili destinatari delle sanzioni ci sono quindi gli enti dotati, e non, di personalità giuridica quali, ad esempio, Spa, Srl, Sapa, Snc, Sas, associazioni, cooperative, fondazioni, enti economici sia privati che pubblici e più in generale tutte le imprese organizzate in forma societaria.
Il principale campo di applicazione del D.Lgs. 231/2001 è quello dei reati verso le Pubbliche Amministrazioni (ad es. truffa, concussione, corruzione, indebita percezione di erogazioni pubbliche, ecc.), dei reati societari (ad es. falso in bilancio, false comunicazioni sociali, aggiotaggio, ecc.) ed anche e soprattutto dei reati in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro.

L'adozione di un modello di organizzazione e di gestione permette di esimere dalla responsabilità amministrativa le persone giuridiche, le società e gli enti in generale se questo modello è sviluppato secondo le linee guida INAIL od in base allo standard OHSAS 18001. In pratica, il modello implementato deve prevedere degli donei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività; un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche ed i poteri necessari per la verifica, la valutazione, la gestione ed il controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello; un idoneo sistema di controllo sull'attuazione dello stesso modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate.

Le sanzioni previste sono molto severe e si distinguono in: 
- sanzioni pecuniarie; 
- sanzioni interdittive (interdizione dall'esercizio di attività, sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze e concessioni, divieto contrarre con la P.A., esclusione/finanziamenti e contributi, divieto di pubblicizzare beni e servizi); 
- confisca; 
- pubblicazione della sentenza.

Informazioni
Ufficio Sicurezza
Enrico Taponecco, tel. 0187.286632
eMAIL sicurart@confartigianato.laspezia.it

 
 
 
 

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