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Autoriparazione, settore in crescita in Liguria. “Tiene” l'artigianato

22 Settembre 2018

Dinamica positiva dello 0,7% per la filiera della manutenzione e riparazione di autoveicoli in Liguria. Quasi l'80% è rappresentato da microimprese artigiane, in lieve calo nell'ultimo anno (-0,5%). Pace (Confartigianato Carrozzieri): «La categoria tiene duro in un mercato difficile, formazione indispensabile»

L'autoriparazione ligure cresce al ritmo più sostenuto di tutta Italia. Nel secondo trimestre dell'anno le 2.300 imprese del settore sono aumentate dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2017 (quando se ne registravano 2.284) e rappresentano il 2,7% dell'intera filiera italiana (costituita da 92.809 realtà, in calo di mezzo punto percentuale). I dati (fonte Unioncamere-Infocamere) emergono da un'elaborazione dell'Osservatorio Mpi Confartigianato Lombardia. Oltre alla Liguria, le uniche regioni a registrare una crescita nell'ultimo anno sono Lazio (+0,4%), Sardegna e Calabria, pressoché invariate (intorno al +0,1%).

Se è vero che il trend della filiera è positivo nel suo complesso, lo stesso non si può dire dell'autoriparazione artigiana, che rappresenta quasi l'80% dell'intero settore: a fronte di un -1,3% nazionale, la Liguria riesce comunque a reggere, “limitandosi” a un calo dello 0,5%, al terzo posto dietro Molise e Campania (-0,4%). Nella nostra regione le micro e piccole imprese artigiane di manutenzione e riparazione di veicoli sono 1.810 (erano 1.820 un anno fa), il 78,7% delle attività totali.

«Le nostre microimprese di autoriparazione tengono duro, nonostante una situazione non facile in cui tendono a essere avvantaggiate le realtà medio-grandi che, facendo leva su economie di scala, riescono a ridurre i costi. Ma non solo – sottolinea Giuseppe Pace, presidente nazionale dei Carrozzieri di Confartigianato – Tra le maggiori difficoltà nella nostra attività quotidiana, quella di accesso ai dati per la riparazione dei veicoli, resi sempre più sofisticati dalle case automobilistiche: con il prepotente avvento dell'elettronica, il controllo del mezzo si sposta sempre più sulla programmazione, rendendo spesso difficoltoso o impossibile l'intervento manuale. Anche per questo la nostra categoria deve puntare moltissimo su una continua formazione e informazione, aspetti necessari per non perdere il passo con i cambiamenti che interessano il mercato e per far crescere le nostre competenze».

Scendendo nel dettaglio provinciale, a spiccare sono La Spezia e Savona, i due territori più dinamici: nel savonese la crescita complessiva è del 2% nell'ultimo anno (da 407 a 415 imprese di autoriparazione), e per quello che riguarda l'artigianato, le microimprese sono passate da 356 a 362, per un aumento dell'1,7% (valore che la posiziona al secondo posto nella classifica nazionale). Per quello che riguarda lo spezzino, la provincia si piazza al primo posto in Italia per variazione complessiva registrata nel corso dell'ultimo anno (+4,3%), con il numero di imprese passato da 277 a 289. Le realtà artigiane sono aumentate di tre unità, passando da 226 a 229 (+1,3%). A Genova panorama invariato tra 2017 e 2018: le imprese del settore sono rimaste 1.222, mentre quelle artigiane sono diminuite dell'1,5% passando da 929 a 915. Trend negativo a Imperia: qui le attività di autoriparazione si sono ridotte dell'1,1% (da 378 a 374) e, in particolare, quelle artigiane sono diminuite dell'1,6% (passando da 309 a 304).

 

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